Regione Campania: aree interne e locomotori turistici…il dibattito

Delocalizzare nelle aree interne, ma risolvendo i problemi della Penisola Sorrentina

“L’intento di delocalizzare i flussi turistici nelle aree interne della Campania sembra essere il primo obiettivo del nuovo assessorato al turismo. Non è un’idea assolutamente nuova se consideriamo che già l’ex governatore Antonio Bassolino aveva indicato e in parte perseguito questo risultato, ma con scarso successo per tutta una serie di problemi che non si possono ancora considerare superati.
Attenzione: con questo non si vuol affermare che non bisogna incentivare lo sviluppo turistico di realtà campane che non hanno una naturale vocazione turistica pur presentando aspetti significativi su cui si può costruire una nuova e diversa attrattività.
Il problema è rappresentato dalla difficoltà ad attuare questa strategia non disponendo di infrastrutture adeguate col risultato di provocare nuovi squilibri, in particolare per quel che riguarda la pressione che ne deriva sui servizi. I grandi numeri non si addicono a queste realtà per queste criticità e per l’oggettiva difficoltà a proporli con successo sul mercato turistico internazionale da parte dei tour operator ben consapevoli delle esigenze e delle aspettative dei turisti per quanto concerne standard di ospitalità e di offerta globale che sono peculiari di realtà a cosiddetto turismo maturo.
Oggi che Napoli si è affermata come uno dei grandi attrattori del turismo internazionale c’è bisogno di mettere in campo adeguate strategie da parte della Regione Campania per superare criticità anche gravi che riguardano le altre perle del turismo partenopeo e fra queste sicuramente la Penisola Sorrentina che continua a scontare ritardi e inefficienze proprio sul fronte dei servizi pubblici col serio rischio di veder compromessa la tradizionale appetibilità della propria offerta territoriale. Oggi più di ieri sono i territori che competono tra loro!
La soluzione non è certo quella di spostare nelle aree interne della regione l’offerta, perché si tratterebbe di un processo lungo e complesso sotto tutti i punti di vista col rischio, poi, che una caduta di appeal della Penisola possa tradursi in un vero e proprio collasso turistico complessivo.
Lunedì si terrà l’incontro dei sindaci campani con il neo assessore regionale al turismo Enzo Maraio, ma non è certo quella la sede per sviscerare i problemi e attendersi risposte adeguate alla gravità dei problemi.
Per fare questo è indispensabile che la Regione si proponga come punto di riferimento e di incontro di territori omogenei non solo per attuare la DMO la cui scadenza è imminente, ma per riunire attorno a uno stesso tavolo tutti i soggetti coinvolti nella filiera turistica, enti locali inclusi, ed escogitare soluzioni concrete alle troppe problematiche locali superando logiche municipalistiche, visioni monopolistiche, rendite di posizione che mal si conciliano con la moderna dimensione di realtà turistiche evolute.
Entro il 2030 l’Italia sarà la 5° nazione più visitata al mondo secondo i dati OCSE: il tempo che abbiamo davanti per superare le criticità è ridottissimo e soprattutto per quanto concerne la mobilità in entrata e in uscita in Penisola Sorrentina è indispensabile che se ne occupi una task force competente che affianchi gli enti locali e gli operatori nell’adozione di scelte appropriate alla gravità del problema. Solo affrontando e superando queste criticità del territorio si può confidare in un’azione positiva e propositiva della DMO per quanto concerne la promozione. Diversamente sarà denaro e tempo perso perché il turista non potrà continuare a subire a lungo i sacrifici cui oggi è sottoposto per venire a Sorrento a trascorrervi qualche giorno. Infine tener presente che occorrerà sviluppare un programma che non confligga con i residenti che sono evidentemente stremati da un turismo senza regole che sta stravolgendo l’identità di un territorio e della sua stessa comunità generando altri problematiche finora sconosciute alla Penisola, in primis quella della sicurezza pubblica”.

Vincenzo Califano
Direttore Istituto Mediterraneo della Cultura Gastronomica
Sorrento

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