Nove bar italiani nella prima classifica di Europe’s 50 Best Bars

di Roberta Garibaldi

Nove bar italiani nella prima classifica di Europe’s 50 Best Bars rappresentano un risultato importante. La domanda che mi pongo è: come possiamo trasformare queste eccellenze in un valore aggiunto per l’esperienza di chi visita l’Italia? Ma soprattutto, a ottobre Milano ospiterà The World’s 50 Best Bars, come valorizzare questa occasione di importante visibilità internazionale?

In primis, complimenti ai protagonisti di questo risultato: Moebius Milano (#6 – Miglior bar in Italia); Camparino in Galleria (#18); Locale Firenze (#21); 1930 Milano (#22); L’Antiquario Napoli (#28); Gucci Giardino 25 Firenze (#29); Freni e Frizioni Roma (#31); Drink Kong Roma (#32) e Rita Milano (#49).

Questi locali contribuiscono a rendere l’Italia ancora più interessante agli occhi di un pubblico internazionale, arricchendo l’offerta di esperienze di qualità che un viaggiatore può vivere durante il proprio soggiorno.

L’evento a Milano sarà molto più di una cerimonia di premiazione: sarà un’occasione per riflettere su come valorizzare il ruolo della mixology all’interno dell’offerta enogastronomica italiana e sul contributo che può dare all’immagine internazionale del nostro Paese. Ma sarà anche un’occasione per riflettere sul dialogo tra il mondo del vino e quello dei bar.

Sono rimasta stupita della presenza solo del vermouth tra gli sponsor dell’evento appartenenti al mondo vino. È così residuo oggi il ruolo del vino nei bar più importanti al mondo? Come valorizzare e promuovere il vino nel mondo bar? Come raccontare territori, tradizioni e filiere attraverso nuove esperienze capaci di unire creatività, cultura e ospitalità?

Questo evento è un’opportunità da sfruttare per ritrovare un posizionamento del vino italiano in questo contesto.

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